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Etichetta europea degli pneumatici: a cosa serve e come si legge

Pubblicato : 24/11/2017 16:07:46
Categorie : News

Obbligatoria dal 2012 l’etichetta ti guida all’acquisto consapevole

Come per frigoriferi, lavatrici e lavastoviglie, hanno la loro etichetta europea anche le gomme. La catalogazione e la standardizzazione voluta dalla Comunità Europea (a seguito dell’entrata in vigore del Regolamento UE 1222/2009) ti consente di procedere all’acquisto in maniera più informata, facilitando il confronto tra pneumatici in base a tre specifici parametri:

  • Aderenza sul bagnato,
  • consumo di carburante
  • rumorosità

Aderenza sul bagnato

Il cosiddetto “grip” degli pneumatici è la capacità di un pneumatico di aderire all’asfalto e di rimanere “incollato” stabilmente ad esso in qualsiasi condizione. Il grip delle gomme su strada bagnata viene stimata in fase di test per valutare le caratteristiche della gomma e la sua capacità di dissipare l’acqua. Le lamelle presenti sul battistrada e i solchi centrali svolgono proprio questa funzione ma, altrettanto determinante, è la mescola del battistrada. La valutazione viene effettuata su una scala da A a G e la differenza tra le due categorie è del 30% in termini di spazi di frenata.

Consumo di carburante

L’etichettatura europea nasce proprio per controllare i consumi energetici. Questo indicatore è quindi particolarmente importante sia per la tua tasca che per l’impatto ambientale della gomme. In una scala da A a G viene valutata in fase di test la resistenza al rotolamento dello pneumatico. Tale parametro è fondamentale per stabilire il consumo di carburante: maggiore è la resistenza della gomma superiore sarà la forza necessaria a far rotolare il pneumatico e di conseguenza la benzina o il gasolio necessario per percorrere lo stesso tratto di strada. Una differenza tra A e G di ben 6 litri ogni 1000 km!!!

Rumorosità

L’ultimo fattore preso in considerazione dalla etichetta europea è la rumorosità. Il rumore è generato soprattutto dalle scanalature del battistrada, se non uniformi, ma anche dalla struttura del pneumatico. L’inquinamento acustico è un problema verso cui oggi si presta più attenzione che in passato, ecco perché gli pneumatici sono stati ripensati anche in questa ottica, con particolari disegni del battistrada e strutture in grado addirittura di assorbire il rumore.

Il livello di rumorosità europeo è indicato con delle barre sonore:

  • 1 onda nera: silenzioso (inferiore di almeno 3 dB rispetto al futuro limite europeo)
  • 2 onde nere: moderato (tra il futuro limite europeo e inferiore ai 3 dB)
  • 3 onde nere: rumoroso (superiore al futuro limite europeo)

Chi effettua i test di valutazione?

Per dovere di cronaca è necessario segnalare che i test non vengono effettuati da un ente autonomo e obiettivo bensì dalle stesse case produttrici. Sono infatti i produttori di pneumatici a dover eseguire i test, attenendosi strettamente, c’è da dire, alle indicazioni del regolamento europeo, rilevando i risultati e pubblicandoli sulle etichette. Quanto apposto sullo pneumatico è considerabile in buona parte corrispondente al vero ma va certamente osservato che la valutazione non è eseguita da un ente autonomo, come per esempio per il settore alimentare, e che quindi le stime sono, in ogni caso, di parte.

Non solo etichetta europea

Comfort di guida, resistenza e durata nel tempo, aderenza in curva, sono parametri che l’etichetta non riporta. Per questi elementi, ritenuti troppo soggettivi, è importante affidarsi a riviste ed esperti del settore che effettuano test drive e possono offrirti un’idea più completa del prodotto. La durata del battistrada e il suo assottigliamento è invece un elemento su cui la tecnologia sta lavorando molto, mettendo a disposizione dell’automobilista dei sensori in grado di segnalare questi fattori, insieme alla pressione. Nell’attesa che queste tecnologie vengano applicate a tutte le gamme (oggi disponibili solo su Premium), l’etichetta europea dello pneumatico resta l’unica bussola per orientarci verso un acquisto consapevole.

 

 

 

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